La giornata di ieri, lunedì 29 giugno, avrebbe dovuto portare chiarezza, invece ha lasciato sul tavolo una preoccupazione ancora più forte. Mentre da domani 1 luglio, scatteranno i cambi di appalto nei diversi ambiti territoriali dell’Acquedotto Pugliese, i sindacati parlano di un passaggio non governato, di lavoratori senza garanzie e di servizi che rischiano di restare scoperti.
È in questo clima che intervengono Mimmo Sardelli, segretario generale Fp-Cgil Taranto, e Francesco Bardinella, segretario generale Filctem-Cgil e Fillea-Cgil Taranto, dopo l’incontro in Regione Puglia e alla luce delle segnalazioni ufficiali già trasmesse alle istituzioni.
«Ieri noi abbiamo avuto un incontro in Regione Puglia con una folta delegazione sindacale interprovinciale Taranto, Bari, Lecce e Brindisi» spiegano Sardelli e Bardinella, ricordando che «da domani 1 luglio c’è una serie di cambi di appalto nei vari ambiti territoriali per quanto riguarda i lavori, i servizi di manutenzione e sanificazione sulle reti dell’Acquedotto su cui sono impegnati i lavoratori delle aziende dell’appalto». Un passaggio che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere accompagnato da garanzie chiare ma che, invece, si sta trasformando in un terreno di incertezza.
«Ovviamente noi abbiamo chiesto il perché del mancato rispetto di quella che è una clausola sociale in uso nei nostri territori in occasione di questi cambi di appalto all’interno dell’Acquedotto pugliese» aggiungono i due segretari sottolineando che «non ci sono state le garanzie, rispetto a quello che ci siamo detti ieri, da parte delle aziende subentranti». Una mancanza che si somma a segnali ancora più preoccupanti: «Nel frattempo – aggiungono Sardelli e Bardinella – ci sono una serie di procedure di licenziamento collettivo e licenziamenti individuali immediati comunicati ai lavoratori”.
Le categorie della Cgil, nelle note ufficiali inviate ad AQP e al Comitato Sepac, hanno denunciato l’assenza degli elenchi completi del personale impiegato negli ambiti 8 e 9 e l’invio di lettere di licenziamento. Una situazione che stride con quanto previsto dal protocollo sulla salvaguardia occupazionale e che ha spinto il Comitato a convocare l’incontro di ieri proprio per monitorare l’applicazione della clausola sociale nei rinnovi degli appalti.
Ma le rassicurazioni attese non sono arrivate. «Nella giornata di oggi, dopo l’incontro di ieri, avrebbe dovuto esserci uno scambio di informazioni e l’impegno delle imprese subentranti ad assumere i lavoratori che lavorano lì da tanti anni. Questa cosa non sta avvenendo» affermano Sardelli e Bardinella. E il problema diventa anche operativo: «Da domani c’è un problema rispetto al fatto che non è chiaro chi svolgerà questi servizi nei vari ambiti, non essendoci stati i cambi di azienda e soprattutto con qualche lavoratore che sta rimanendo a terra».
Per questo, i due segretari chiedono un intervento immediato: «Noi chiediamo un intervento immediato e ovviamente siamo pronti, con i lavoratori, anche a fare iniziative di mobilitazione nei confronti della Regione Puglia e dell’Acquedotto pugliese».
La richiesta è chiara: garantire la continuità occupazionale, applicare la clausola sociale, fermare i licenziamenti e assicurare che il servizio non venga compromesso.


