C’è un paradosso che pesa come un macigno sul bilancio dei XX Giochi del Mediterraneo appena conclusi: mentre Taranto ha mostrato al mondo impianti rinnovati e strutture moderne, le imprese edili del territorio sono rimaste sostanzialmente ai margini di quel grande cantiere collettivo.
Secondo i dati ufficiali attualmente registrati in Cassa edile, a fronte di un importo complessivo di oltre 270 milioni di euro, di cui circa 94 milioni hanno riguardato lavori edili, e di questi una quota minima è stata effettivamente dichiarata sul territorio ionico. La massa salari e le ore lavorate a Taranto — 4,2 milioni di euro e 357 mila ore, meno del 10% degli ultimi dati consuntivi censiti — raccontano di una partecipazione limitata, non proporzionata all’impatto economico e simbolico dell’evento.
“È un segnale che non possiamo ignorare,” dichiara Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea-Cgil di Taranto. “Le imprese locali, che rappresentano il cuore produttivo e identitario del settore edile ionico, non hanno saputo cogliere, se non marginalmente, l’opportunità di essere protagoniste nei lavori di realizzazione e ristrutturazione degli impianti sportivi. È un dato che deve far riflettere, perché dietro quei numeri ci sono lavoratori, professionalità e competenze che non hanno trovato grandissimo spazio in un’occasione storica per la città. Bardinella aggiunge che, se oggi Taranto può mostrare strutture completate in tempo e impianti consegnati secondo le scadenze, il merito va innanzitutto ai lavoratori, a chi ha passato mesi nei cantieri, spesso in condizioni complesse, garantendo qualità nella realizzazione delle opere. Senza tralasciare Il fatto che se si è potuto procedere celermente è stato grazie alla presenza di un commissario straordinario che ha potuto utilizzare strumenti normativi non ordinari.
“Gli applausi e le ovazioni andrebbero fatti prima agli operai che a qualcun altro,” osserva, ricordando che proprio grazie al protocollo d’intesa sottoscritto da Organizzazioni sindacali e Ance con il commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo si è riusciti a mantenere un confronto costante tra le parti e intervenire tempestivamente su ogni possibile emergenza o criticità riscontrata anche attraverso il monitoraggio effettuato dalla Cassa edile. Ora che i riflettori si sono spenti, per il segretario della Fillea-Cgil è possibile tracciare un bilancio più completo, fatto di elementi positivi ma anche di nodi irrisolti. “È stata un’occasione che le imprese del nostro territorio non hanno colto appieno,” afferma. “E questo pesa ancora di più in una fase già complicata, segnata dallo tsunami Ilva che sta attraversando il tessuto economico ionico e che ha già prodotto esuberi tra i lavoratori edili dell’appalto
Secondo Bardinella, i numeri consolidati dell’edilizia tarantina mostrano un settore vivo, con competenze e capacità riconosciute, ma l’apporto delle imprese locali ai Giochi è rimasto ben al di sotto delle potenzialità. “E questo deve spingerci a una riflessione seria sulla prospettiva; perché, quando sarà terminato l’effetto PNRR ed in assenza di grandi investimenti pubblici per recupero, rigenerazione e bonifiche, è forte il rischio di un ulteriore impoverimento per il territorio.


