appalto ex ilva

Semat, Bardinella: “Non lasciate soli i 215 lavoratori, ora un percorso di rilancio vero”

«Si è concluso questa mattina al Ministero del Lavoro l’incontro convocato per la formalizzazione dell’intesa sulla vertenza Semat Sud. L’accordo raggiunto oggi conferma quanto già definito ieri in sede amministrativa presso ARPAL Puglia, dove la società aveva ribadito “la necessità di procedere al licenziamento di tutto l’organico aziendale quale necessaria conseguenza della decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione di cessare definitivamente l’attività produttiva”. Una scelta grave, che segna la fine di un altro tassello della storia industriale dell’ex Ilva e dell’intero territorio ionico.

In un contesto così drammatico, il lavoro sindacale ha permesso di costruire un primo argine sociale. L’azienda ha accettato di inoltrare la richiesta di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività fino al 31 dicembre 2026 per tutto il personale avente diritto. È stata inoltre inserita la possibilità di completare i 12 mesi di programma anche oltre tale data, qualora la misura venga rifinanziata nella prossima legge di bilancio, consentendo un eventuale prolungamento fino ai primi mesi del 2027. L’accordo stabilisce che i licenziamenti, già avviati con la procedura ex artt. 4 e 24 della legge 223/91, avranno efficacia solo al termine del periodo di Cigs, come riportato nel verbale dove si prevede che il recesso “abbia efficacia temporale fissata al giorno successivo alla scadenza del periodo di Cigs”.

Un altro punto qualificante riguarda il futuro occupazionale. È stato riconosciuto un diritto di prelazione per i lavoratori Semat Sud in caso di assunzioni nelle altre società del gruppo già operative a Taranto, nonché nelle eventuali nuove iniziative imprenditoriali nel settore edile nell’area ionica. Nel verbale si specifica che i lavoratori “saranno destinatari di proposta occupazionale […] per figure professionali […] compatibili con il bagaglio professionale del personale Semat Sud interessato”, un impegno che abbiamo voluto con forza per evitare la dispersione di competenze maturate in anni di attività negli appalti dell’ex Ilva. Il diritto di prelazione resterà valido per i dodici mesi successivi alla conclusione, per ciascun lavoratore, della fruizione della Cigs.

Resta la consapevolezza che siamo davanti a un passaggio doloroso. Oggi si certifica la chiusura di un’altra realtà storica dell’appalto, mentre 215 lavoratori ottengono almeno un anno di protezione sociale in attesa che si definisca il futuro dell’ex Ilva. Continuiamo a chiedere con forza che il Governo, la Regione e le istituzioni competenti costruiscano un percorso di rilancio industriale che preveda una clausola sociale capace di attingere dal bacino di crisi dell’appalto, garantendo continuità occupazionale e valorizzazione delle professionalità.

La vertenza non si chiude con l’accordo di oggi. Si apre una fase nuova, che richiede responsabilità e scelte chiare. La Fillea Cgil sarà al fianco dei lavoratori in ogni passaggio, perché Taranto non può permettersi di perdere altre competenze, altri posti di lavoro, altra dignità industriale».

Francesco Bardinella
segretario generale Fillea Cgil Taranto

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